TRUMP BANNATO: bloccato temporaneamente dai principali social media

TRUMP SOSPESO A TEMPO INDETERMINATO DA TUTTE LE PIATTAFORME SOCIAL

Come tutti sappiamo, il 6 gennaio un nutrito gruppo di sostenitori del Presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump è riuscito ad occupare Capitol Hill, tempio della democrazia americana, nel tentativo di ritardare le procedure per l’insediamento di Joe Biden e scatenando sgomento negli occhi di milioni di persone che da tutto il mondo seguivano gli eventi.

In seguito a questi tumulti, le conseguenze per lo stesso Trump sono state molto pesanti: egli, infatti, è stato sospeso a tempo indeterminato dalle principali piattaforme social quali Facebook, Twitter ed Instagram a causa del sostegno più o meno velato dato ai dimostranti.

 

In un video appello pubblicato lo stesso giorno, a suo dire per placare la rabbia e riportare l’ordine, egli non ha perso occasione per rimarcare la sua convinzione che le elezioni fossero state rubate, affermando “Capisco il vostro dolore, so che state male, abbiamo avuto un’elezione che ci è stata rubata. Tutti lo sanno, soprattutto l’altra parte, ma ora dovete andare a casa. Serve pace. Servono legge e ordine”.

Il Tycoon ha poi rincarato la dose con un tweet, affermando che l’assalto al Campidoglio è “il genere di cose che succedono quando una sacra vittoria elettorale a valanga viene strappata in modo così sgarbato e maligno da grandi patrioti che sono stati trattati male e ingiustamente per così tanto tempo”.

Queste velate incitazioni all’odio hanno portato Trump a subire il cosiddetto “deplatforming”, ovvero la cancellazione o volontaria riduzione della visibilità di un utente o di una certa categoria di contenuti all’interno di un ecosistema digitale. I CEO delle principali piattaforme social hanno giustificato questa scelta con la paura che le parole di Trump avrebbero potuto portare ad ulteriore violenza.

Diversi leader politici internazionali, tuttavia, hanno definito «problematica» la scelta di sospendere gli account di Trump (è questo l’aggettivo usato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, mentre il messicano Lopez Obrador è stato tra i primi a parlare di censura).

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