Il convegno | Ieri l’incontro dell’associazione Jetn alla Fondazione Caritro. Angelini: «Dati provinciali sopra la media nazionale, fanno ben sperare»
L’incontro | Il professor Andreaus: «Mi preoccupa il calo delle startup. Da studiare l’invecchiamento dei cda»
 
L’imprenditoria giovanile e le startup sono stati gli argomenti discussi all’incontro organizzato dall’associazione universitaria Junior Enterprise Trento Ets (JetN) alla fondazione Caritro. L’occasione è servita anche ad inaugurare uno sportello di consulenza gratuita promosso dai Giovani Imprenditori del Terziario per sostenere e guidare i giovani trentini intenzionati ad avviare un’attività imprenditoriale sul territorio; si chiama «Orizzonti» e sarà aperto tutti i venerdì dalle 8.30 alle 12.30 alla sede di Confcommercio, in via dei Solteri. Alla Fondazione Caritro, dov’erano presenti una quarantina di studenti e studentesse universitarie, è intervenuta Eleonora Angelini, vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio Trentino: «Nel nostro Paese c’è una carenza di personale importante. Tra i 30 e i 40 anni mancano 2 milioni di lavoratori e nel 2050 ne mancheranno 7 milioni. Attualmente in Italia l’impresa a guida giovanile corrisponde all’8,8%. Il trentino si attesta sopra la media, tra il 9 e il 10%. L’imprenditoria a guida femminile fa ben sperare perché ci attestiamo circa il 18,5% con ampi margini di crescita», spiega Angelini. L’imprenditrice ha ricordato poi il valore del collettivo all’interno di un’impresa «Molti considerano l’imprenditore come un lupo solitario, ma in realtà credo che l’azienda si debba paragonare più a un formicaio, dove chiunque fa la sua parte». Una riflessione, infine, sul tema del fallimento: «In Italia, il fallimento ci fa sentire fuori posto e lasciamo che l’errore ci definisca. La verità è che non esiste una realtà imprenditoria senza inciampi. I prototipi ci insegnano più di qualunque teoria: la collaborazione e l’ascolto sono fondamentali, così come l’umiltà operativa che permetta di creare dall’errore un lavoro da cui ripartire». A prendere la parola è stato quindi il professore del dipartimento di economia Michele Andreaus, che si è concentrato sull’inserimento delle startup sul mercato: «È necessario partire da ciò che non c’è, una startup deve occupare uno spazio momentaneamente vuoto. Spesso ci si concentra sui numeri e sulle tabelle, ma quello è il punto d’arrivo. In un business plan devo capire prima cosa vendo e a chi lo vendo e quando faccio questa domanda spesso fatico a ricevere risposta». «Il Trentino – continua Andreaus – è molto poco imprenditoriale. Il numero delle startup è fortemente calato, forse perché anni fa c’era una forte pressione sui giovani imprenditori. L’imprenditorialità giovanile ha una forte componente immigrata e secondo me, nelle imprese italiane, è importante studiare come ci sia stato un progressivo aumento dell’età nelle fasce alte dell’azienda».

– Luca Galoppini

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