Le nuove generazioni non si accontentano di essere ascoltate: vogliono essere protagoniste del cambiamento.

A dimostrarlo siamo stati noi di JETN il 24 maggio 2025, durante la ventesima edizione del Festival dell’Economia di Trento. Sul palco della sala ITAS Forum, abbiamo infatti affrontato un tema che ci sta particolarmente a cuore: la responsabilità sociale d’impresa come strumento per costruire un’economia più sostenibile, equa e attenta alle persone.

Il panel, intitolato “Nuove generazioni, nuove imprese: il futuro passa attraverso la responsabilità sociale d’impresa”, ha riunito persone che ogni giorno vivono il mondo del lavoro da prospettive diverse: Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Stefano Granella, Amministratore Delegato del Gruppo Dolomiti Energia, Nicola Corradi del Gruppo Barilla e Giovanna Mancini de Il Sole 24 Ore, che ha moderato la discussione.

A rappresentarci è stata Gaia Melita Franchina, Responsabile Public Affairs di JETN e studentessa di Giurisprudenza, che ha condiviso come la nostra generazione percepisca il lavoro non solo come una fonte di reddito, ma come un’opportunità per realizzarsi e lasciare un segno positivo.

Da qui è emersa una riflessione collettiva: le imprese del futuro dovranno saper coniugare risultati economici e impatto sociale, creando modelli in cui il benessere generale, la parità di genere, la tutela dell’ambiente e il welfare aziendale non siano un “extra”, ma parte integrante della strategia.

Il Viceministro Bellucci ha evidenziato quanto sia importante la collaborazione tra istituzioni, imprese e Terzo Settore, per costruire un modello che metta le persone al centro. Nel frattempo, Granella e Corradi hanno condiviso le esperienze di Dolomiti Energia e Barilla nel rendere i propri modelli di lavoro più umani, etici e partecipativi, puntando su formazione, inclusione e responsabilità condivisa.

Per noi di JETN, partecipare al Festival per il secondo anno consecutivo, non è stato solo un momento di confronto, ma anche un riconoscimento della fiducia che viene data ai giovani quando dimostrano di poter portare idee concrete. Abbiamo avuto la possibilità di raccontare come viviamo il mondo del lavoro che ci aspetta, ma anche di ascoltare chi quel mondo lo guida ogni giorno. Forse è proprio questo il punto: capire che il cambiamento non arriva dall’alto, ma cresce nei luoghi in cui qualcuno decide di ascoltare e di mettersi in gioco.

E noi, di certo, continueremo a farlo.

 

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